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CORPO

Corpo, non parli
Corpo, sei morto
Ostile trattieni ogni luce
Corpo, mi pesi
Non voglio guardarti
Vestirti, spogliarti, condurti
Corpo, cambia!
Torna da dove venisti!
Sparisci! Non ti voglio

LOBELIA

Risultati immagini per LobeliaNon conosco il dire, il fare
di gesti e occhi nella fessura del viso
l’evitare e le distanze
prese, nello stare al di là
oltre ed io
qui, seduta, immobile
materia fredda
peso senza peso, vacillo
sul bordo, insicura, m’aggrappo
domando e sono
essere, il cuore stringe,
ventre fuso confonde.

IL GESTO

Risultati immagini per MANIUna tristezza nel gesto
dalla mano alla bocca
in quell'auto, in quel parcheggio
a guardare lo stesso muro, sempre
come se non accadesse
come se gli occhi non fossero finestre
sul far della sera ad aspettare
via dal tempo, dalla memoria
nelle mani sole, altro dal corpo,
ad afferrare, alzare, riporre
ritornare ad esso, ricomporre.

BRANCHIE

Risultati immagini per SOTT'ACQUABranchie
scambio di vuoti d'aria
squame
ruvide sui polsi
tentativo d'ali
volo fluido
sposto il peso
su di me verso me
sotto
dove tutto è nero
silenzio
eco rimosse
onde d'urto
branchie

ESSERCI

Penso in un'altra lingua, scrivo nella mia.
Scrivo appunti terapeutici per i giorni peggiori.
Lei mi ha detto che potrebbe servire. Io so che serve solo adesso. Non si legge, quando tutto è' fermo - non e' giusto, ma è onesto.
Scrivo e il rapporto e' intimo con me stessa, fisico con le lettere, passionale coi pensieri.
Si fissa tutto dentro ogni piega della pelle, più sotto, dove il sangue scorre e scopro che è caldo. Un fiume che si gonfia, rompe gli argini, esonda. Scorre, il sangue, respira molecole che non vedo e si colora di rosso più vivo. Adesso lo posso sentire. Posso sentire ogni centimetro del mio profilo, tutt'intorno, dentro, fuori.
Il mio corpo e' qui.
Il mio essere e' qui, per restare.

I NOMI DELLE COSE


Mi sto riprendendo il mio "io cosciente", o meglio, sto riconquistando la "coscienza di me".
Credevo di aver perso la facoltà di ricordare, di ascoltare quello che il mio "inconscio" avesse da dirmi.
Non sono un supereroe che ha perso i suoi poteri, perché non è di poteri che si tratta.
Credo si tratti di "umanità", di "aver cura" e "aver a cuore" le proprie emozioni, i propri sentimenti, lasciandoli fluire dalla pancia alla testa, e dalla testa alle mani.
Si tratta di recuperare "la voce" che essi chiedono, prendendo una matita fra le dita e lasciandoli uscire dalle mani, verso il "mondo delle possibilità". Con un diligente lavoro e una recuperata fiducia nell'altro, si può ricostruire il proprio "luogo dell'essere" che, per me, è "il linguaggio".

GIOIELLO

Sono albero e radice
affondo nella terra
mi spoglio delle foglie
il vento è il mio mantello.
Dormono i rami
sull'abito di muschio,
si riempie di cristalli
è l'acqua il mio gioiello.



ESILIO

E adesso mi fermo
ascolto le mani e penso
che queste vesti non mi donano
e le parole non servono.

AUTUNNO

Al centro, senza vacillare
in equilibrio sul filo
punto di partenza
s'affaccia al balcone
si tiene alla ringhiera.
Tutto è buio
le foglie del gelso quiete
in attesa del risveglio del merlo.
Autunno
è ora di tornare alle cortecce
nude e vive
spoglie d'ogni superfluo
prendersi cura della linfa
farla scorrere senza resina
solo pioggia
solo nebbia.


MOMENTO

Bella nei suoi capelli scomposti
ogni sguardo è altrove e qui
per lui.
Morbida come labbra
che dicono di ieri,
d'un attimo prima
la loro storia
di mani  e abbracci
sotto le palpebre occhi
e infinito ritorno al momento.

STALLO

Nello stallo dei pensieri
s'annida l'oblio
lascio andare ogni cosa
ogni dove è un punto nel bianco
non arriva parola
significati in letargo
parlare di me sarebbe non dire 
chè ogni senso è annebbiato
e il gusto sopito.

DISPERSIONE

Il mio collo è nudo
esposto ai rintocchi
alle foglie cadute su terra straniera.
Posso vederne i sentieri pulsanti
viola come fiori di sottobosco.
La strada s'addentra
fra ossa e carne
lo spazio si dilata
ed è vuoto tra le parole.

COMPENSAZIONE

E' una perdita di peso.
Non soppesi,
rimani senza.
Gli occhi non seguono orbite celesti
sono fissi
solo un davanti
eppure la si vede la luce
dentro
si sente un brusio
che parla di spinte
di volo e di correnti.

SONO?

Sono di taglia media
appena sopra il livello del mare
non ho trascorsi da raccontare
mi muovo nel buio
non temo il silenzio
mi perdo ogni volta
il mio nome è Nessuno.

RONDINE

E' la rondine appollaiata
che mi devasta
il suo essere nera e bianca
inconsapevole.
La sua bellezza  è nei miei occhi
e mi devasta.
Inconsapevole e così decisa
sa dove volare, dove posarsi
sa dei suoi piccoli che l'aspettano
e torna, sempre.
Le sue ali sono lontane
sono l'attimo che scivola dalle mani
e sale, sale su
dove già non la vedo più.

LA MIA FEDE

Passa la pioggia 
una scia di vento la segue
s'insinua nel torpore delle idee.
Sono sabbia adesso
in vortici d'aria
sospese nel nulla del giorno
cenere lasciata dall'ultimo fuoco.
La mia fede è fragile terra
si sbriciola al sole
si perde nel vento.


UNA PIEGA

Una piega che si prende
la stanza è buia e  nessuno vede
nel silenzio solo il mio respiro
placa il vento fuori
e l'acqua che cade incessante.
Una piega che si cerca
ogni cosa sembra al suo posto
nel frastuono solo voci
rompono il riposo
e il risveglio pesa.

L'INTESA

Accade fra le pause il tempo della vita                                      
sospeso e a parte, sfugge 
dalle mani mosse appena. 
Non si comprende perché esistano
spazi così grandi tra sguardi che si cercano.
E l' intesa sfuma 
all'abbassarsi delle palpebre.

RIPOSO

E adesso il mio capo è chino
sulle mani ho chiuso gli occhi.
Più lontano sembra il peso
dei risvegli prematuri
e mi nego alla coscienza
nella culla dell'istante.

GOCCIA

Sono acqua in quest'ora del giorno
scorro fino all'ultimo incavo
cado come limpida goccia
scavo dove  più dura è la roccia.