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Essere donna.
Ci sono tanti perchè che mi si propongono:
Fa paura?
Suscita ammirazione?
Destabilizza (le donne stesse)?

Siamo solo esseri umani, con le nostre ricchezze e le nostre miserie.
Ci sono persone che non  hanno avuto voce, 
non hanno avuto quest'opportunità e nemmeno ce l'avranno.
Il mio sostegno, approfittando della Festa della Donna,
va a tutti e tutte coloro che non hanno voce nei canali canonici
ma che compiono atti eroici per il solo fatto che la mattina decidano di vivere
e portare esempio.
A chi non ha voce, perchè un tempo nel tempo Occidentale, le donne non l'avevano...
anche adesso, senza troppa fantasia, c'è chi combatte per quel "mazzo di mimose".
Festeggiate, perchè è giusto, ma celebrate, perchè è sacro, uomo o donna che siate.

ITALIA

grigio fuori
giorno di vento
premonizioni dal cielo.
a capo coperto cammino
ancora la stessa via
instancabile nell'abito
fingendo passi decisi.
mi chiedo se sia un luogo da abitare
questa terra che chiede
cui ho chiesto troppo
ora volta le spalle
se ne va, altrove
lontano da ogni fede.

DEDIZIONE

Notizia in prima pagina:
occasione unica offerta ai disperati
da ingordi di professione

Senza distrazioni, pausa pranzo compresa,
produciamo fatica da vendere
per il mercato in crollo

terra e dovere ridotti a macerie
e noi sotto
superstiti, moribondi...
in cerca dell'encomio per cotanta dedizione!


in coda ognuno col suo numero
su due piedi
sciame di vespe
allo sportello delle domande

come Alice con le rose
ha percorso l'arco del giorno
il passero in volo
lo abbiamo seguito coi piedi nel cuore

la pressione era alta nel cielo
folla di vento oltre lo stormo in prova

le mani alzate
le scelte fatte

sui gomiti
in attesa di uno spoglio






lo stregone
leva il monito

riti di iniziazione

la folla pronta
avanza dall'argine alla trincea

esonda dalle piazze
azzanna palazzi
zigomi aguzzi
occhi esplosi
nebbia sfiatata
polvere marciata

macerie
trattengono l'ultimo miasma
immemori
delle truppe nell'orco bianco
gregge d'agnelli in marcia
verticali

nemmeno le scarpe nella gavetta

colpevoli
non abbiamo vegliato
né pianto fiori sulle loro croci

ed ora
le folle tracimano
schiave



quale mondo abbiamo indossato
sicuri e arroganti
dimentichi della saggezza!

beviamo avidi la dolce acqua
e subito ne vogliamo
ancora.
il tempo su di noi
posa le sue mani grandi,
ci spoglia
ci invecchia
ci riduce
al nocciolo del bel frutto ch'eravamo.

persi nel passato
la nostalgia del futuro
ci possiede,
come se nulla potesse originare
dalle nostre sementi dimenticate.
se la mia penna fosse affilata arma
abile nel recidere rami secchi
ne farei fuoco
a scaldare gelidi rintocchi

ne farei il falò
dove bruciare streghe,
vendicherei la vecchia
di saggezza piena
troppe volte arsa...

senza riparo
all'addiaccio
servitori alla tavola dei miserabili.
la penna trema
pensieri disturbati
onde radio fuori frequenza
azzerano il tempo.


vacilliamo
lungo la via del centro
o così persuasi
ci lasciamo plasmare
creta morbida senza nervo.


forme sformate
trascinate e poi raccolte
senza base

eppure verticali.

ce ne sarebbero di cose da dire...
fuori strada
rallentando fino all'ozio
concedendo alle sensazioni
l'arringa finale.



sono povera staseracon la goccia nel cuore

lavami dalla rabbia
Bacco dei miei stivali!
da parole cattive
che domani cancellerei...

cancelli.
punto a capo.

plastica
trasparente
inerte
verde
inutile
riciclata.

sono plastica
riciclabile
sul mercato dell'usato...
chi mi potrà rifiutare?

io
rifiuto della coscienza sporca
di chi si lava le mani
blasfemo.

VIOLENTO

Taglia, taglia, taglia.
 
Secche le foglie
sui rami di vetro
mille pezzi nel mio cuore grasso.


Sanguina una lacrima nell’incavo del braccio
dietro la nuca
l’occhio osserva
fuggire le parole dalle mani di fuoco.


Lingue parlano feroci
dicono frasi del nulla
sotto piedi feriti.
Violento verbo
sul banco dei giudici
pestano il palmo
a gridare sentenze.


Il destino è deciso.

FATTI NON FOSTE...


uomo,
se ti levo la pelle
cosa farà il tuo ventre?

già sale la rabbia
le vene
sanno dire la stessa impotenza.

sii grande!


se dipingessi le tue labbra di rosso
e forse anche le tue unghie...
sapresti essere quello che sei?

animali!


ci sono luoghi dietro occhi chiusi
che aprono porte e urlano silenzi
cantano solitudini

meravigliose
come dita verso il cielo


cammino,
la mano lungo il fianco
a cercare


SCARDINA


pane quotidiano
ridotto a briciole
per vie inutili

parole sputate
cadono

nulla rimane nelle teste ottuse.
sprecato l’umano

spia la vita altrui
senza vergogna per la propria.

senso di nausea mi prende
la bocca piega
in una spirale di ripugnanza.

SERVIZIO CIVILE

rabbia  e sdegno...
estenuante e privo
l'istinto

è polvere e macerie

ho rivolto lo sguardo a un giorno nuovo
raccolto pezzi
riposti con cura sulla mensola dei ricordi

il cielo si spezza

partorirò colori e vento 
pacatezza d'un'opinione
sarò pronta
ad abbagliarmi.