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MADRE



Sono il faggio nel giardino, saldo e solido. Sotto le mie grandi braccia troverete riparo e quando tutto sembrerà vacillare, aggrappatevi alle mie radici: vi terrò, non vi farò scivolare nell'angoscia dell'oblio.
Sarò il compagno migliore; guarderò quando ci sarà da guardare, sorriderò quando servirà sorridere, vi afferrerò quando cadrete, e parlerò quando chiederete consiglio.
Vivrò a lungo. Le mie radici sono in voi e le vostre in me, perché siete alberi che si allungano verso il cielo e pronti ad aprire la vostra bella chioma, se lo vorrete.
Il faggio resta: è. 

DARTI FIATO

Dimmi dove nascono le rose
da dove il rosso che scalda gli occhi.
Dove hai nascosto le lingue di cielo
il giallo dei girasoli.
Regalami vento, quella brezza della sera
che fa danzare le foglie e profuma le stanze.
Voglio vedere i tuoi occhi sorridere
alzarti dal peso che ti fa stare dove sei.
Voglio vedere l'oro nei tuoi capelli
toccati dai raggi del sole, al tramonto.

SORRISO

Vorrei vedeste un giorno
l'impronta delle dita
il sangue che è passato
per vie troppo anguste.
Vorrei poteste un giorno
saper muover le ciglia
e lacrimare gli occhi
come chi non s'assomiglia
non sa d'esser nella bocca
e abita in soffitta.

FARFALLA

Stai prendendo forma
cominci a chiederti da dove
il sangue nelle vene
perchè gli aghi pungano e poi guariscano.
Le guardi ancora le tue mani
con nuove lenti vedi in profondità
e non riesci ad evitare le domande
ti entrano dalla bocca
le respiri.
Stai prendendo forma
cominci ad avere sete
cerchi l'origine della neve
la fine della pioggia.
Cosa ricorderai di questo nido 
quando seduto in un momento 
le parole non arriveranno
mentre le mani ti si aggrappano alle dita
e non sai dove una casa
dove gli abiti da indossare?
A cosa ti serviranno le coperte rimboccate
la luce accesa per farti dormire
quando il giorno ne avrà troppa
per concederti una tregua?




UNA LUCE DIVERSA

Una luce diversa, oggi,
uguale a ieri, dentro ai tuoi occhi.
Un velo, una lacrima, trattiene
ogni parola che non riesci a dire
e tutto il volto è racconto,
accade, nell'immobilità del giorno.
Ti vedo,
non ti guardo,
perché per te è invasione.
Da lontano seguo ogni tua inquietudine
ed attendo che la gioia ti colga
all'improvviso, mentre sali
sull'ennesima carrozza.

UN PENSIERO AL GIORNO: EREDITA' AI FIGLI

LA DIFESA

Separa l'acqua dalla sabbia

distingui la colpa dal dolo,
non perdere di vista nulla
di queste parole irredente,
sussumi l'errore della verità.
Cosa spinge l'uomo al crimine?
Un desiderio di giustizia? Forse
c'è una difesa già scritta dentro un precedente,
come l'anello di un'unica catena
o la luce di ritorno delle stelle. Seguila,
da solo, nell'imminenza, fino all'ultima parola,
dove i fatti non hanno contorni esatti
e false piste disegnano la verità.
C'è una giustizia da tradurre
tra gli indizi e la ragione,
un destino non scritto.

(Corrado Benigni)

UN PENSIERO AL GIORNO: EREDITA' AI FIGLI

C'è nel riso dell'uomo

C'è nel riso dell'uomo
la meraviglia
sotto la pelle dei pezzi di pane
da mangiare subito
si vedono le corde vive nei bracci
poi verrà la pioggia
a lavare le schiene
infilare la tosse nei petti.

(Mariangela Gualtieri)

OCCHI

i colori dell'anima sono belli 
come ciglia mosse appena 
un sentire nascosto che non sai spiegare
come in un'attesa
l'orizzonte oltre, dietro quello che vedi
e ti appartiene quell'ascolto attento
che nascondi a malapena.