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BIANCO

Risultati immagini per cima innevataRaggiunta la vetta, respiro aria fresca e contemplo la bellezza in un silenzio senza tempo. 
Lungo la salita la fatica ha lasciato spazio all'entusiasmo della riscoperta, al sentire ogni muscolo del corpo, pronto e forte.
Passi incerti prima, decisi poi. Meta ancora non chiara; poi, tutto più chiaro. Non è importante dove andare, ma andare. Nel percorso ho dialogato con tutte le me stessa che riuscivo ad immaginare, dando loro spazio e voce. Camminavamo insieme: c'era spazio per ognuna di loro.
Ora che la salita sembra essere finita, credo sia il tempo di scendere, senza più bastone o altro supporto.
E se avessi le ali - o anche la mezza che mi spunta per la grazia della visione - spiccherei il volo, come un grande uccello bianco che si confonde col bianco delle cime.

RICORDI

Fotografie sparse o raccolte con cura in un album: cartoline da luoghi che non hanno nulla a che fare con lo spazio cartesiano. 
Collezionare ricordi, sentire l'odore della carta, della colla, delle dita appiccicose, della mano forte che mi tiene, di quel momento e dell'atmosfera che rimanda.
Viaggio nel tempo.
Sono i ricordi i gioielli più preziosi: le parole dette, gli abbracci dati, le risate o le lacrime, il calore d'uno sguardo. 
Posso lasciare tutto, ma non i ricordi. 
Quella me che so, di certo, che ha vissuto.

RIFLESSI DI MAGGIO




Abito le cose, le case
sussurro un nome, il paese
da dove le voci e parole
nel fondo del suono, ammiro
il sole che scende e le fronde
piano carezzano il fiume
l'acqua e i riflessi di maggio.


VOLARE

Risultati immagini per VOLAREAdesso basta volare
Basta il battito
D'ali o del cuore
Fidarsi dell'aria
Degli occhi e del sole
Sempre lineare
Come una storia che si racconta
Senza suono, senza voce
Gli occhi nel cuore
Il sapore del cielo.

MI STRINGO

Sola
mi stringo al mattino
muovo tra ossa e corpi sdraiati.

Salme
muovono passi, spostano aria, piegano fiori.

Sotto l'asfalto
steli nascosti.

Sola
mi stringo al mattino
lascio che vada
oltre il giardino.

NON CHIEDO VENTO

Dovrei nascondermi, lo so
dormire
cercare la mia impronta
metterci le mani
cancellarla e ritrovarla
annullarla
Dovrei tacere dei miei flussi
tenere ferme le braccia
chiudere gli occhi
respirare
camminare
almeno un po' dimenticare
del mondo, delle cose
della nebbia e degli sguardi
un soffio
chiedo e tutto è brezza
vento sferza
fronde a terra
strisciano e lasciano
di me un'inezia.

PARLAMI, FANCIULLINO!



Se la via giusta per mantenere viva e migliorare la propria creatività è essere amatori – dal verbo latino amare”, cosa amo nel mio voler-esserci di ogni giorno?
Rinvio la domanda al fanciullino che dovrebbe abitare in me, ma stenta a rispondermi. Mi accorgo che è un po’ risentito, il suo silenzio parla chiaro.
Mi rimprovera:
- mi trascuri, non ti prendi cura di me!
- sei troppo attenta ai problemi di convivenza con te stessa!
- non ti curi di nutrirmi, crescermi e tenermi in vita!
- la tua natura è scappare: fattene una ragione!

Amo:

Quando i miei figli parlano con me come “Believing Mirrors”, persone che ci rispecchiano a noi stessi nella nostra luce più positiva. 
I nostri Believing Mirrors” sono persone di valore nella nostra vita creativa.

Quando sento il guizzo della vita che dal profondo invade ogni fibra del mio corpo. Quando si palesa a me, fisicamente, costringendomi a canticchiare una canzone senza sapere da dove arriva.

Un uso del linguaggio che arriva dritto al cuore, senza mediazione logica, senza costringermi a pensare. Arriva e basta, scatenando bellissime emozioni e risvegliando immagini simboliche che annullano, nel momento in cui si palesano, il peso di una vita che sembra solo lasciarsi vivere.

Sentirmi utile.
Sentirmi amata.

La bellezza, totale e profonda, quella che mi porta altrove, mi fa volare.

L’entusiasmo, il bagliore negli occhi, la fame insaziabile di umanità.

Riuscire a essere piccola, bambina…quasi libera, anche se per una frazione di centesimo di secondo, dimenticandomi di essere in questo mondo.

Insondabile a me stessa, provo ad ascoltarmi. Cerco un dialogo con il mio essere, cerco di esser-ci. I tentativi sono stati tanti e hanno fatto in parte quella che sono oggi.
In cerca di parole, a lungo sono rimasta in ascolto della mia sostanza più profonda; e a lungo nulla riusciva ad arrivare alle mie "viscere".  Così corazzata, non sapevo come spogliarmi davanti allo specchio delle emozioni, ne' riuscivo a concedermi una colpa.
Ogni giorno e' un oggi. Ogni giorno provo ad essere una me rinata.

SEI GENNAIO

Non lasciatemi adesso
Camminare sulla strada
Tra fumo e nebbia.
Le luci mi guardano dall'alto
La mia ombra s'allunga
Una mano si infila nella tasca.
Accendo una sigaretta
Brucio l'aria fredda
Segnali luminosi intermittenti
Sembrano respirare piano.
Cos'è questo calore
Che fa lacrimare la fronte
Scioglie ogni trucco
Sbianca il volto
La mia anima m'abbandona.

ANFIBI


Da tanto volevo scriverti una lettera e dirti come in un attimo si spezza il frastuono. Rimane solo l'eco di ciò' che non siamo, quello di cui vorremmo disfarci, ma non ci riusciamo. Urla, non tace e si fa strada per ricodurci la'dove non volevamo essere, ma ci siamo. Ti dico che è ardua la salita.
Ho preparato il mio pranzo al sacco, la macchina fotografica e le scarpe giuste. Ho camminato, anche quando il fiato mi mancava, anche quando ero così  sfinita da credere che non ce l'avrei mai fatta. Nessuno ti può' tirar fuori dalle sabbie mobili. Solo tu, ma nemmeno tu: l' istinto, solo questo attaccamento alla vita ti riporta in superficie. Non puoi fare altro che ascoltarlo, seguirlo e respirare.
Io sono viva e sento il sole, anche quando fa freddo, anche quando fa buio.
Ascolta le tue mani, le tue braccia...il cuore che batte, anche se non vuoi, e vivi!
Si può risalire! si può essere anfibi: tra l'acqua e la terra, siamo polvere che si disperde e si ritrova.

BELLA SENSAZIONE



Scarpe bagnate e sassi che rotolano sotto i piedi. Erano mesi che non sentivo i brividi, ma oggi il vento taglia e l'aria si riempie di luce. Sento i battiti, come campane che suonano a festa.  Il cuore è paese di campagna, tutt'intorno pianura coperta di neve e silenzio. Aria ovattata di anni che porto negli occhi, ricordi incollati per raccontare un presente che sfoglia il passato, se ne libera e torna a raccoglierlo, là dove l'aveva lasciato.
Ogni giorno rinasco, dopo morte apparente. Respiro i giorni, tengo per mano la mia ombra, la faccio camminare davanti a me, perché la veda, perché mi ricordi sempre che sono verticale.

CERBIATTO

Dove hai imparato
la dolcezza del mattino
lo sguardo che raccoglie
la preghiera d' un superstite?
Hai gli occhi d'un cerbiatto che fiero si gira
le zampe sulla roccia
lo sguardo al cacciatore
domanda della vita
del dirupo sotto i piedi.
Puoi cadere
ma mi guardi.
Aspetti
ch'io domandi
della vita
della morte.

VOCI D'APPARTAMENTO

Dove i cuscini
i disegni da colorare?
Cose buone in cucina
una festa il risveglio
stropicciandomi gli occhi
sbadigliavo il buongiorno.
Ricordi di pancia
di tende nella stanza
caldo il pavimento
voci d'appartamento.

ANGELO

Ali bianche per cieli a metà strada
respiri nuovi dentro al buio
una candela e odore di rose.
Angelo, chiama ancora il mio nome
voglio esistere nelle parole
nei giorni di neve
di fiato e vapore
sentire il calore
dei fogli piegati
di inchiostro sui muri.


ATTIVITA' AEROBICA


Non è capire la realtà che alimenta la mia inquietudine.
Mi sento “altro” dal mondo,  per dirla con una canzone di Sting, “I'm an englishman in New York”: stessi significanti, significati diversi.
Non voglio accanirmi nell'alimentare questo divario, tutt'altro! vorrei colmarlo, costruire un ponte per percorrerlo avanti e indietro, continuamente, fino a quando lo percepirò come un brevissimo, quasi automatico, tragitto.
Forse è per questo che camminare mi dà sollievo, a volte quasi un senso di liberazione.
Camminare fa bene, anche se la strada è dritta, asfaltata, e sai già che c’è un inizio ed una fine e che la fine diventa l’inizio  e l’inizio, la fine.
Ho deciso che camminerò ancora per un po’, finché non arriverà il gran caldo, con la sua afa e gli insetti che ti si appiccicano addosso. E quando sarà, allora prenderò la bici, per sentire un po’ d’aria, per andare e tornare, come fanno le lancette d’un orologio, come si fa quando si viaggia.


A RUOTA LIBERA


Ho pezzi sparsi dappertutto e non mi ritrovo nella cornice dello specchio, quello in cantina, dove faccio finta di essere una ballerina talentuosa. Invece, mi tocca raccogliere le briciole avanzate da tante cene, che ricordo, e camminare sui petali, caduti dai nostri libri, quelli che amavamo regalarci.
Me ne vado su e giù, come il mio umore. A volte piango, a volte rido. Rido quando penso a me sull'altalena, coi piedi nel fosso; alle corse, anche in bici, pur di arrivare, in tempo. Tempo per cosa? per guardarci fino alle ossa, fino a toccare il vento che passa dietro agli occhi e li fa brillare.
Ho una valigia di carezze che ho asciugato bene, prima di riporle con cura, divise per misura e colore. Quando si viaggia, non si sa mai cosa può succedere!
Sono partita, domani.
Forse ritorno, ieri....

OPPOSTO

E' lo sguardo basso che spegne
il passo lento
l'avanzare fermo della noncuranza.
Sei opposto al ricordo di te
un altro, differente.
Scivolo sotto la linea dell'orizzonte
dove non guardi e vai oltre
dove il fiume ha la sua piena
e sponde certe a contenerlo.

SEDIE VUOTE

Che tristezza, Natale
che tristezza le luci
la neve che aspetto e il fuoco
le voci ridenti dei bimbi
quelli che eravamo
non ci siamo mai incontrati
troppi anni
il pranzo si fredda
la tavola è vuota
rimarremo soli, come sedie
intorno, a guardarsi
vuote.